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Although the practice of autopsy on the Pope’s corpse was performed from the 16th century, autopsy reports are only rarely analysed, and never with the aim of investigating the real causes of the death from a concomitant medical and... more
Although the practice of autopsy on the Pope’s corpse was performed from the 16th century, autopsy reports are
only rarely analysed, and never with the aim of investigating the real causes of the death from a concomitant medical and
historical point of view. Here, for the first time, we report on the discovery of new unpublished documents from the Vatican
Secret Archives and their investigation by a scientific and inter-disciplinary approach. This analysis allows us to draw new
conclusions on the true cause of Leo XII’s mysterious death. His sudden death, that occurred on February 10th, 1829 after
a short illness, particularly struck the public. Suspicions of poisoning or surgeon’s guilt or inexperience and even the
shadow of a venereal disease, contributed to create a “black legend” on his pontificate and death. On the contrary, the present
paleopathographic analysis points toward a new conclusion. The regular use of catheterization with a silver syringe
provided an easy access for bacterial superinfection, confirmed by the observed early emphysematous stage of the corpse.
So, the most substantiated hypothesis concerning the cause of Leo XII’s death indicates a severe form of sepsis, exacerbated
by a weakened state due to chronic hemorrhoids.


Malgrado la pratica dell'autopsia sui cadaveri dei pontefici sia praticata sin dal XVI secolo, i referti autoptci sono stati studiati solo raramente e mai con l'intento di indagare le reali cause della morte da un punto di vista contemporaneamente medico e storico. Qui, per la prima volta, diamo conto della scoperta di documenti inediti presso l'Archivio Segreto Vaticano, analizzati da un punto di vista scientifico e con un approccio multidisciplinare. Questa analisi ci permette di proporre una nuova spiegazione sulla vera causa della misteriosa morte di Leone XII. La sua morte improvvisa, che avvenne il 10 febbraio 1829, dopo una breve malattia, colpì particolarmente l'opinione pubblica. Sospetti di avvelenamento, o colpa del chirurgo o sua inesperienza e financo l'ombra di una malattia venerea, contribuirono a creare una "leggenda nera" sul suo pontificato e la sua morte. Al contrario, le analisi paleopatografiche condotte in occasione del presente articolo permettono ora di giungere ad una nuova conclusione. La comune pratica di cateterizzazione con una siringa d'argento facilitò l'infezione batterica, confermata anche dalla precoce decomposizione del corpo testimoniata dai contemporanei. In conclusione, l'ipotesi più fondata della vera causa della morte di Leone XII indica un grave forma di sepsi, ulteriormente esacerbata dallo stato di debilitazione dovuto alle ormai croniche emorroidi.
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At the beginning of the 19th century the papal cultural policy made an effort to protect historic heritage and to promote art market. A relevant scope of this government action was the Calcografia Camerale, the papal collection of... more
At the beginning of the 19th century the papal cultural policy made an effort to protect historic heritage and to promote art market. A relevant scope of this government action was the Calcografia Camerale, the papal collection of engraved copperplates, to print the images of the city and its ancient monuments as required for the Grand Tour. During the first and the second decades of the century the Giuseppe Valadier’s management was often, strongly disapproved, and on 1822 the institution was finally reformed, in order to improve profitability, print’s quality and censorship. On 1826, under the pontificate of Leo XII, this first reform was enhanced, exactly detailing the structure of the organization, not competing but rather supporting the local art market and engravers.
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Per una svista, la censura delle immagini "oscene" nel primo Ottocento romano è comunemente ascritta dalla storiografia al pontificato di Leone XII. Ma il provvedimento di distruzione e correzione di alcuni rami della Calcografia Camerale... more
Per una svista, la censura delle immagini "oscene" nel primo Ottocento romano è comunemente ascritta dalla storiografia al pontificato di Leone XII. Ma il provvedimento di distruzione e correzione di alcuni rami della Calcografia Camerale è datato 10 maggio 1823, quando regna ancora Pio VII. Più di un anno dopo il nuovo pontefice, Leone XII, conferma la decisione di papa Chiaramonti. Il provvedimento Chiaramonti nasce alcuni anni prima, almeno a partire dal 1820, come ampio movimento di opinione che attraversa la curia romana e ne coinvolge gli esponenti più autorevoli. Contrariamente a quanto si è ripetuto in passato, ora finalmente la censura delle immagini a Roma nell'età della Restaurazione appare quale fenomeno non autoritario né improvviso, ma di lungo periodo, che investe tutto il secolo.
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The analysis of the gifts given and received during the pontificate of Leo XII (Annibale della Genga, 1823-1829) helps to better understand the international relations of that time and also reveals some cultural leanings. Relics,... more
The analysis of the gifts given and received during the pontificate of Leo XII (Annibale della Genga, 1823-1829) helps to better understand the international relations of that time and also reveals some cultural leanings. Relics, reliquaries and rosaries were overall preferred, in agreement with the sobriety consequent to the critical economic condition of the time. However, also ancient marbles, precious cameos, mosaics and micromosaics with religious subjects or images of devotion were in use. These works of art were chosen in order to promote the Roman production, especially in the Vatican Workshop. When, although more rarely, the pope commissioned a painting or an engraving, this was executed according to the art of Raphael and Sassoferrato, as in a new Catholic Reformation.
Keywords: Leo XII, gift, art, cultural policy, material diplomacy.
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Nel terzo decennio del XIX secolo la Calcografia Camerale vive una cruciale fase di passaggio, operando un radicale ripensamento del proprio ruolo culturale. Sotto la guida del tesoriere generale, Belisario Cristaldi, questa “fabbrica... more
Nel terzo decennio del XIX secolo la Calcografia Camerale vive una cruciale fase di passaggio, operando un radicale ripensamento del proprio ruolo culturale. Sotto la guida del tesoriere generale, Belisario Cristaldi, questa “fabbrica delle immagini” al servizio del governo pontificio sperimenta nel giro di pochi anni nuove modalità di incremento della collezione di matrici, nuove forme di coinvolgimento degli artisti e nuovi criteri nella scelta dei soggetti da tradurre in incisione. All’acquisto di raccolte calcografiche già formate si preferisce ora la commissione diretta agli incisori, definendo preventivamente il soggetto, valutando la qualità del lavoro in corso d’opera, controllando la tiratura delle stampe. La selezione delle fonti si configura come un’azione di storiografia critica, valorizzando quei maestri del Rinascimento e dell’età barocca che si considerano rappresentativi del magistero culturale della Chiesa.
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SEZIONE: LE ARTI TRA RISCOPERTA, COPIA E INVENZIONE, venerdì 2 dicembre dalle 16.30 alle 18.30
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Intervengono Donatella Fioretti e Riccardo Piccioni (Università degli Studi di Macerata)
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Presentazione del volume e inaugurazione della mostra a cura di I. Fiumi Sermattei e R. Regoli, intervengono Maria Antonietta Visceglia e Marcel Chappin, modera Matteo Matzuzzi. Lunedì 13 febbraio 2017, ore 17.30, Roma, Complesso di San... more
Presentazione del volume e inaugurazione della mostra a cura di I. Fiumi Sermattei e R. Regoli,  intervengono Maria Antonietta Visceglia e Marcel Chappin, modera Matteo Matzuzzi. Lunedì 13 febbraio 2017, ore 17.30, Roma, Complesso di San Salvatore in Lauro.
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La malferma salute e l’imminenza della morte del papa sono elementi interpretativi ricorrenti e dominanti nella storiografia coeva e successiva riguardante il pontificato di Leone XII. Quando è eletto al soglio pontificio, nel 1823, si... more
La malferma salute e l’imminenza della morte del papa sono elementi interpretativi ricorrenti e dominanti nella storiografia coeva e successiva riguardante il pontificato di Leone XII. Quando è eletto al soglio pontificio, nel 1823, si mormora che abbia ricevuto l’estrema unzione già diciassette volte e la sua incerta salute non è un elemento secondario nel far convergere sul suo nome i voti di un conclave difficile. Nel corso del quinquennio leonino più volte la preoccupazione per la sua salute genera un “clima da conclave”, con il moltiplicarsi di pronostici sul suo successore e sul nuovo segretario di stato. La sua personale consapevolezza di una morte prossima è letta come responsabile della frenetica attività di riforma che egli imprime al suo pontificato, spesso forzando gli equilibri e i ritmi della curia e dell’amministrazione pontificia.
A questa prima riflessione, sull’incidenza della preoccupazione per la salute e la morte del papa nell’interpretazione storiografica del pontificato, si affianca uno sguardo sulla scultura funeraria dei pontefici nell’età della Restaurazione, nella quale si condensa e cristallizza la memoria del pontificato. Tali apparati, effimeri o monumentali, riflettono il formarsi di quella “devozione al papa” che, sorta in conseguenza delle vicissitudini sofferte da Pio VI e Pio VII in età napoleonica, si sviluppa con diverse declinazioni nel terzo-quarto decennio del secolo per maturare pienamente negli anni di Pio IX. Prefigurando una significativa soluzione per l’autorappresentazione della Chiesa alla fine del suo potere temporale.
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